
L’arte contro ogni discrimazione.
A cura di Angela Scalzo.
Quest’anno, durante la settimana contro le discriminazioni razziali appena conclusa, e attraverso la mostra itinerante “L’arte della Pace” abbiamo “dipinto” le nostre azioni contro le disparità multiple messe in atto fin da inizio anno! Il nostro obiettivo generale fa tesoro – al di là della provenienza, della fede professata, della lingua parlata, delle tradizioni praticate, del diverso colore della pelle – del vivere nella pace, accogliendo e apprezzando le differenze, rigettando violenze e conflitti.
Abbiamo scelto il tema della pace proprio per dare voce a chi non ne ha, con il linguaggio artistico scelto come strumento di lotta contro ogni forma di disuguaglianza. Per noi la pace non è un sogno, è un sentiero che porta alla dignità umana e l’arte, attraverso la pittura, può sintetizzarne le immagini, le persone e i contesti diversi, può regalarci ciò che le parole, i fatti, le ragioni non ci chiariscono. La nostra mostra pittorica itinerante compendia esodi di persone e contesti territoriali in guerra e di conseguenza di spinte migratorie.
Il nostro obiettivo specifico, quest’anno, nasce dal bisogno di sensibilizzare l’opinione pubblica ed in particolare la società civile, residente nei diversi municipi romani coinvolti, centrali e periferici, della presenza di chi giunge nel nostro Paese, lasciandosi alle spalle guerre, fame, carestie, comunque alla ricerca di una migliore condizione di vita. Per attuare il nostro progetto ed ampliarlo a tutta la città abbiamo coinvolto 7 territori, attraverso la realizzazione di incontri nei diversi municipi di Roma (I°, II°, VII°, IX°, XI°, XV°) che hanno visto la partecipazione di Associazioni del terzo settore che promuovono le Banche del tempo facenti parte del Coordinamento Romano.
Le banche del tempo territoriali, che racchiudono trasversalmente, attraverso gli scambi individuali e di gruppo, i saperi della società civile, in un dare ed avere interculturale, dove l’unità di misura è il tempo e non il denaro. Le sei realtà coinvolte hanno ospitato la mostra, coinvolgendo gli iscritti di ogni singolo territorio in laboratori artistico-culturali e ogni banca del tempo ha prodotto simbolicamente una creazione artistica o artigianale nel rispetto del tema condiviso. Impensabili emozioni che i territori ci hanno restituito con il loro impegno sul campo a favore della cultura della pace. Le opere prodotte nei diversi laboratori sono, ancora oggi, allestite al centro espositivo la Vaccheria di Roma, insieme alla collezione completa del maestro Paolo Ferroni.
Il 21 marzo durante la 60° Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale – proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1965 in memoria dell’uccisione, da parte delle forze di polizia, di 69 partecipanti ad una manifestazione pacifica contro le leggi sull’apartheid, avvenuta nel 1960 a Sharpeville in Sud Africa – la nostra Associazione ha celebrato la ricorrenza con la mostra “l’Arte della Pace”, in un incontro dibattito che ha coinvolto diverse istituzioni e associazioni.
Tra i presenti: la presidente del Municipio IX Titti di Salvo, l’Assessore alle politiche sociali del Municipio II Gianluca Bogino, le organizzazioni del terzo settore come il coordinamento delle banche del tempo di Roma rappresentato da Maria Luisa Petrucci, le associazione territoriali che ne fanno parte, il presidente della mezza luna rossa palestinese, Yousef Salman. L’incontro ha visto inoltre la presenza di un giovanissimo violoncellista, Andrea Cresce, la cui musica, insieme alle poesie palestinesi recitate da Fabrizio Giacinti, ha aggiunto emozione e bellezza all’evento.
Un’azione sul campo, la nostra, che si inserisce, in ambito culturale, in un progetto più ampio “Welcome Net”, attuato nel II Municipio attraverso azioni di accoglienza, inclusione sociale, segretariato e orientamento per le persone fragili di ogni provenienza, sia stanziali sia transitanti.
Il 21 marzo è stata una giornata ricca di conoscenza e crescita, per tutti i presenti e per gli stessi organizzatori. È stata inoltre una giornata importante dal punto di vista delle sinergie che certe iniziative hanno il potere di costruire. La mostra “L’arte della pace” è infatti stata l’occasione per suggellare la collaborazione con Axept, brand activist italiano di sneakers genderless e mismatch. In concomitanza con la giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, l’azienda milanese ha infatti lanciato un nuovo prodotto realizzato in collaborazione con l’artista Simone Fugazzotto: una sneaker limited edition che vuole essere simbolo di consapevolezza, inclusione e cambiamento. La scelta di Axept di devolvere parte della capsule collection a SOS Razzismo ci rende orgogliosi del lavoro che stiamo facendo e sempre più convinti che la sinergia tra realtà attente a temi importanti e per noi dirimenti come il rispetto delle diversità, sia fondamentale per tracciare un futuro senza più discriminazioni.
Arrivati dunque alla fine di questo percorso di sensibilizzazione e culminato il 21 marzo scorso, possiamo affermare che l’Arte può senza dubbio trasformarsi in una straordinaria “arma” pacifica, ma potentissima, per denunciare e rivelare le ingiustizie che ci assediano.
Da sempre gli artisti, attraverso le loro opere, ci offrono considerazioni su ciò che nella nostra società non va e andrebbe cambiato: le opere della guerra sulla striscia di Gaza insieme alle testimonianze, ci hanno regalato uno spaccato unico e prezioso sui vari aspetti da condannare e legati all’uso del razzismo e della discriminazione.